I tagli di Renzi fanno chiudere 10 ospedali Lombardi

Più che per il rilancio del Paese, la legge di stabilità firmata dal governo Renzi rischia di passare alla storia per aver falcidiato la sanità e il trasporto pubblico. In Lombardia, dove l’impatto dei 4 miliardi di euro di tagli alle Regioni è destinato a colpire con maggiore durezza, la manovra potrebbe infatti costringere il Pirellone non solo a ridurre drasticamente il trasporto ferroviario, gli autobus di linea e le opere pubbliche,ma anche a chiudere dieci ospedali.

Questo l’allarme lanciato dal governatore Roberto Maroni, che nel corso della riunione di giunta di ieri mattina ha analizzato i possibili esiti della Legge di stabilità in Lombardia. Il quadro che è emerso è a dir poco preoccupante. «Se la manovra venisse approvata così, taglierebbe alla Lombardia 930 milioni di euro», ha spiegato Maroni.

Nel caso assai probabile di tagli lineari, infatti, la Lombardia dovrebbe assorbire non solo il 16% dei 4 miliardi sottratti alla Regioni da Renzi, ma una percentuale analoga di quelli che entreranno in vigore nei prossimi mesi per effetto di misure varate dai Governi Monti e Letta.Provvedimenti,questi ultimi,che valgono complessivamente 1,8 miliardi di euro, in virtù dei quali ai 640 milioni di euro di tagli decisi da Renzi si aggiungerebbero altri 290 milioni di euro, per un totale di 930 milioni.

Con quali conseguenze? «Questo taglio indiscriminato a una Regione virtuosa come la Lombardia avrebbe catastrofiche conseguenze quali la chiusura di almeno dieci ospedali, l’aumento dei ticket, l’aumento delle addizionali Irpef e Irap, lo stop a nuove opere e lo stop al finanziamento del trasporto pubblico locale», ha spiegato il governatore.

Non basta. A rischio ci sono anche «i fondi per la cultura, a partire dai 5 milioni di euro che diamo alla Scala, che grazie a Renzi rischia di fare la fine dell’Opera di Roma nell’anno di Expo», ha sottolineato l’assessore regionale all’Economia, Massimo Garavaglia. E poi «tutte le opere infrastrutturali di diretta emanazione regionale (non le autostrade, quindi, ndr), e i fondi che la Regione trasferisce a Province e Comuni per il Patto di stabilità territoriale». Più nel dettaglio, «il taglio nella sanità sarebbe di oltre 700 milioni», ha spiegato Garavaglia. La parte rimanente sarebbe invece a carico dei servizi non sanitari, con possibili conseguenze anche sulla messa in sicurezza del Seveso.

«Per opere come quelle per il Seveso nello Sblocca Italia c’è una beffa per i presidenti di Regione,che vengono nominati commissari», ha infatti spiegato Maroni.«Ci nominano commissari e poi ci tagliano i fondi per fare quello che dobbiamo fare? Benissimo, le opere per il Seveso le faccio come commissario di governo e quindi le risorse me le deve dare il governo».

Quanto agli ospedali, a rischiare maggiormente «sono quelli minori», ha ammesso Garavaglia, spiegando che «andrà fatta un’attenta analisi delle priorità, sulla base delle quali decidere dove intervenire e a cosa rinunciare». Di certo, tutto ciò andrà fatto rapidamente: Maroni ha infatti annunciato di voler inserire nella legge di bilancio per il 2015,«che verrà approvata entro 10 giorni, i contenuti e quindi i tagli della legge di stabilità» anche se questa deve ancora passare in Parlamento.

Nel frattempo, il governo dovrà valutare le proposte alternative già presentate dalle Regioni, che a parità di cifre prevedono una serie di misure più sostenibili per gli Enti locali. «Si possono fare delle operazioni razionali estendendo l’applicazione dei costi standard al di fuori del comparto sanitario», ha spiegato Garavaglia, «e seguire altri percorsi, più percorribili e ragionevoli».Questo anche in considerazione del fatto che, come ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, che pure fa parte di quel Nuovo centrodestra che sostiene il Governo Renzi, «le Regioni negli ultimi cinque anni sono state il comparto della amministrazione pubblica che percentualmente ha fatto i sacrifici maggiori».

Mantenere la linea tracciata nella Legge di stabilità, invece,avrebbe conseguenze durissime. «Nel trasporto su gomma salterebbero i contratti e diverse aziende rischierebbero di chiudere», ha avvertito l’assessore regionale all’Economia. «Direi che come misura per la crescita è una vera “genialata”, visto che potrebbe comportare qualche migliaio di posti di lavoro per si”. Fonte: Libero

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